07/09/2008 Firenze
Sveglia ore 12:00, colazione abbondante con biscotti Degestiv e caffè. Una capatina al bagno, meglio viaggiare leggeri. Carico il baule sulla mia "poderosa" allaccio il giubotto di pelle inforco il casco e parto. Mi dirigo verso Piazza della Libertà da dove poi salgo per via Bolognese o meglio conosciuta come via della Futa. L'aria è tersa ma il sole picchia, l'asfalto è caldo e brillante. Incontro un po' di traffico per uscire da Firenze dopodichè la strada è quasi sgombra. Di tanto in tanto incrocio qualche motociclista straattrezzato, con moto supersportiva e tuta intera. Io saluto tutti un po' intimidito in sella al mio trattorino cercando di non far trasparire il mio imbarazzo per il baulone rosso tremendamente ingombrante che mi porto dietro. La strada sale un po' in collina e poi riscende fino a Barberino del Mugello , dove mi fermo alla Tamoil a fare il pieno. Oltrepasso Barberino e riprendo la marcia verso il famoso passo Futa (903 mt) . Da Barberino fino al passo la strada sale parecchio e si olrepassano una lunga serie di paesini tutti provvisti di autovelox anticentauro della domenica. Il paesaggio è veramente bello l'asfalto di ottima qualità e salendo si affrontano una lunga serie di curvoni dove i più spericolati possono davvero galvanizzarsi cercando di limare le pedane della moto e non solo!!! La fauna di centauri a questo punto si infittisce come il folto bosco dell'appennino tosco-emiliano che ci accompagna fin quasi in cima. Arrivati al passo l'aria è freschissima e tira un certo vento. Da qui mi dirigo sempre per la Futa verso il punto più alto del percorso: Passo Raticosa (958 mt). Il nastro d'asfalto che separa i due passi è lungo circa 13 km ed è davvero divertente. Si viaggia quasi sempre in cresta con un continuo saliscendi di poche decine di metri e curvoni mozzafiato. Il panorama è più brullo e si vedono sempre meno arbusti fino al Passo Raticosa dove proprio nel punto più alto potete fermarvi al
bar ristorante Chalet Raticosa a prendere una bella spianata con mortadella e formaggio in compagnia di un folto gruppo di centauri affamati. Mi fermo a fare uno spuntino chiacchierando del più e del meno con dei motociclisti. Riparto con lo stomaco pieno e la strada inizia subito a scendere verso Monghidoro attraversando innumerevoli paesini. Fortunatamente gli autovelox nella provincia di Bologna sono meno frequenti e riesco quindi a viaggiare più tranquillo e a mente sgombra.Il tragitto in discesa è abbastanza impegnativo, ma comunque molto divertente. Arrivo a Monghidoro e vengo fermato da una pattuglia di Carabinieri. Spengo immediatamente la mia moto ( ho montao una marmitta Arrow paris-dakar replica non prorpio silenziosa) e consegno i documenti ai due carabinieri che molto gentilmente controllano assicurazione, revisione, patente e mi lasciano andare senza alcuna problema. La prossima tappa prima di Bologna è Loiano. Da qui la strada si fa più trafficata e quindi bisogna fare più attenzione soprattutto ai mezzi agricoli che procedono lentamente invadendo quasi tutta la carreggiata e che si possono trovare proprio dietro un tornante!!! Infine arrivato a Loiano mi immetto sulla via Nazionale che passando per Pianoro mi porterà a Bologna.
L'itinerario è davvero divertente, l'asfalto e sempre in ottime condizioni, il panorama veramente bello, l'aria pulita. Insomma perchè passare in autostrada? L'unica cosa a cui fare attenzione sono gli autovelox , prevalentemente nella provincia di Firenze , e a moderare la velocità visto che il percorso è tortuoso e comunque si possono incontrare altri mezzi che circolano.
Buon viaggio
Francesco